È quasi un appuntamento clandestino, di Nuccio Labate

È quasi un appuntamento clandestino, lui molto famoso, icona del giornalismo italiano, lei personaggio immaginifico di un raffinato blog della Magna Grecia. – Grazie per aver detto di sì al mio invito (la voce è tremula e ferma al tempo stesso). – Avevo pensato che fosse completamente senza utilità ed invece eccomi qui, sa le … Continua a leggere

Nodo: Insecuritas, di Attilio Meliadò

    (Aporie della sicurezza)   “Insecuritas” indica quell’insieme di incertezza, precarietà e paura che investe l’uomo nella globalità della sua esistenza. Insecuritas letteralmente vuol dire: non-senza-cura. La Cura ha qui il significato di preoccupazione, difficoltà, pensiero angoscioso, perturbante, inquieto. L’uomo, si può convenire, è quell’unico essere vivente che per riprodursi e mantenersi in vita … Continua a leggere

Scalfareide #29, di Rocco Albanese

Freddo rigido ed austero. Freddo straniero e pure così familiare. Oggi la Signora della Scala mi da appuntamento a Strasburgo, in terra europea. Il centre-ville è un piccolo gioiello antico e spigoloso: bellezza alsaziana, non francese ma neanche tedesca. A due passi all’infuori del centro, invece, lo sguardo deve far fronte al timore reverenziale che … Continua a leggere

Goya e Borges, di Daniela Costanzo

  Sia lodato l’incubo che ci rivela che possiamo creare l’inferno  

Picozza e Jiménez Mantecón, di Daniela Costanzo

Rimasi cieco, rimase cieco d’amore il cielo. Il mondo fu – nient’altro –

Scalfareide #28, di Rocco Albanese

“(…) è in arrivo con un ritardo di 25 minuti, ci scusiamo per il disagio (…) partirà dal binario 14, diversamente da quanto annunciato.” Faccio spallucce, per il ritardo e anche per il cambiamento di binario. E mi incammino verso il treno che mi riporterà – spero non troppo stancamente – verso il nord. Certo, è un … Continua a leggere

Trakl e David, di Daniela Costanzo

  Ma quando discesi il sentiero rupestre, m’afferrò la follia e gridai forte nella notte e nel chinarmi con dita d’argento sulle acque silenti, vidi che il mio volto m’aveva abbandonato. E la bianca voce parlò a me: ucciditi! Sospirando si levò in me l’ombra d’un fanciullo e mi guardò raggiante con occhi di cristallo sì … Continua a leggere

Nodo: Infinito, di Attilio Meliadò

 (la prigione senza finestre) A volte l’apparente astrattezza di una categoria logica può rilevare aspetti fortemente “concreti” di modalità esistenziali del vivere personale e sociale altrimenti celati. Forse il paradosso dell’infinito, in questo risibile gioco nodoso, ne è l’emblema se si ha, per un attimo, la pazienza di scorgerne con mente ricettiva l’allusione metaforica. Siamo … Continua a leggere