Scalfareide #27, di Rocco Albanese

Scalfareide_Albanese
 
I giorni di Natale. Che non significano, non più, alberi, presenti e luminarie. Significano, piuttosto, richiamo fisico al mare, all’eremo, ai visi: la festa risiede nella profondità dell’origine.
Mentre rimugino in modo confuso su questi ed altri radicamenti, traverso passeggiando le viuzze del centro e così mi appare, lasciata alle spalle un’altra svolta, la Piazza Grande di Arezzo.
Sono contento dell’appuntamento datomi oggi dalla Signora della Scala: dopo questa colazione continuerò a rotolare verso sud. Ma ora siedo accanto alla Signora con un sorriso. Gustiamo la ricchezza delle chiacchiere che nascono nelle piazze degli antichi Comuni.
“Sai, Signora, in questa piazza sono state girate alcune scene celebri del film di Benigni, La Vita è Bella.”
“L’ho appena scoperto, alcuni turisti lo dicevano passeggiando. Bella piazza, vero? Il film, anche: è quello che parla del fascismo, della banalità del male e della banalità del bene.”
“Proprio quello, Signora. Hai letto l’editoriale di oggi?”
“Ti dirò, Roccuccio: si tratta dell’Angelus più innocuo e condivisibile degli ultimi cinquanta giorni.”
Abbozzo un sorriso senza nascondere un certo stupore. “Dopo i tuoi toni della scorsa settimana, non immaginavo certo questa reazione!” Lei raccoglie con occhi sottili e intelligenti la provocazione: “Sono una lettrice laica, Roccuccio. Non essere di carne e d’ossa, poi, mi aiuta ad avere un approccio meno emotivamente invischiato.”
Arriva il mio cappuccino. Il bar ben riscaldato è una difesa dalle nuvole grigie, che cominciano ad accalcarsi all’orizzonte promettendo piogge.
Carisma e potere, fiducia e potere, obbedienza e potere: questo è lo sbocco naturale che non solo domina la gente orientando le sue emozioni, ma sta diventando anche l’obiettivo che molti intellettuali vagheggiano come la sola soluzione razionale da perseguire. Così dice Scalfari oggi: e mette in guardia dalla deriva fascista, che lui ha vissuto sino ai vent’anni.”
“Sembra interessante, Signora.”
“Lo è, effettivamente. Le cose sono ben più complesse, ma il rischio è reale. Scalfari, ad esempio, ha ragione a dire che l’Uomo della Provvidenza è – sembra essere – oltre la destra e la sinistra. Ma dimentica di individuare le responsabilità.”
“Che vuoi dire, Signora?”
“Sai cosa voglio dire: le politiche degli ultimi anni sono oggettivamente all’origine di questa deriva. Certo, contano la personalizzazione della politica, il neoliberismo, il berlusconismo. E però la gestione della crisi in Italia è stata tutta affidata, con l’accordo dello stesso Scalfari, a uomini della provvidenza: Mario Draghi, Mario Monti, Enrico Letta; e su tutti, Giorgio Napolitano.”
“Il rapporto tra persone e potere: ne abbiamo scritto anche nei Quaderni Corsari. Hai ragione, Signora. E quindi?”
“E quindi il fascismo si è già sottilmente insinuato nelle nostre vite quotidiane. Lo stesso Scalfari, che oggi denuncia i rischi di fascismo, criminalizza ogni opinione dissenziente e nega legittimità al conflitto sociale. Non credo ci si possa stupire quindi, di questa Italia.”
“O di questa Europa, Signora: in cui il Front National della Le Pen è primo partito nei sondaggi francesi ormai da mesi.”
“Appunto, Roccuccio. Il fatto che è avete perso la memoria. Avete perso la memoria di Hitler e la memoria di Joseph. Senza questi ricordi tutto può accadere.”
Sfoglio l’Angelus e vedo che Scalfari ne dedica gli ultimi periodi alla Confindustria e ai sindacati. “Che pensi del finale dell’editoriale, Signora?”
“Penso che gli argomenti di Scalfari siano ben condivisibili. Soprattutto per quanto riguarda la CGIL: il sindacato non può permettersi di essere così distaccato dalla realtà, così poco rappresentativo.”
Terminiamo la nostra colazione in silenzio. Sarà il clima prenatalizio: ma l’attualità politica, con tutte le sue mediocrità e sensazionalismi, si fa piccola piccola. Anche i Senza Dio, quelli che come me non credono al volto lineare del Tempo, possono respirare nell’aria la tensione della Storia.
Sono io a rompere il ghiaccio. “Il modello di sviluppo che domina ha prodotto macerie orrende, Signora. E non viene messo in discussione davvero. Per questo credo che il 2014 sarà l’anno di un necessario attivismo politico. Al di là di snobismi e tattiche ridicole: il pericolo è reale, chi crede in partecipazione, uguaglianza e giustizia sociale dovrà mobilitarsi.”
“Hai ragione, Roccuccio. Dovrete darvi da fare. Eliminate i dirigenti vergognosi che hanno fatto della sinistra una farsa: come quel Gennaro Migliore. Studiate ma allo stesso tempo abitate i marciapiedi e le periferie: la Sinistra è nata nelle fogne. Non tollerate quell’Italia miserabile che arriva addirittura a gridare Sos Gnocca. Ma non nascondetevi il dramma di milioni di analfabeti di ritorno, milioni di tuoi coetanei senza futuro.”
Così dobbiamo fare, così faremo. Ad esempio il 23 dicembre al Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria.
Si avvicina l’Inverno, o forse siamo già sommersi da questo inverno europeo. Ma in nostro nome, in nome di tutti, dobbiamo fare in modo di non finire con la testa tagliata.
 
Rocco Albanese
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Comments
2 Responses to “Scalfareide #27, di Rocco Albanese”
  1. nlabate ha detto:

    negli ultimi tempi abbiamo visto manifestazioni di piazza che non chiedevano più diritti o più democrazia, ma innanzi tutto un cambiamento (tutti a casa), col patrocinio e magari la supervisione delle forze dell’ordine: in una parola bisogno di olio di ricino.la sinistra è incapace di stare dentro ad istanze sociali forti: disoccupazione,licenziamenti, povertà, emarginazione. 5 stelle gioca una partita a solo e sembra non preoccuparsi della tenuta istituzionale: roccuccio avra’ tanto da fare nei prossimi anni.

    • Rocco ha detto:

      Leggo solo ora. Ma ne avevamo parlato personalmente.
      Che dire: sono d’accordo. Il 2014 è l’Anno Zemaniano.
      Rocco

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